Cosa fare quando si hanno i Trigliceridi Alti

Pubblicato: 18-12-2013 : 593

I trigliceridi alti nel sangue costituiscono una condizione medica nota come ipertrigliceridemia; questa è una forma di iperlipidemia (dislipidemia) caratterizzata dall'aumento eccessivo dei trigliceridi nel sangue (> 200mg/dl).

Avere i trigliceridi alti aumenta significativamente il rischio di infarto, ma la sua importanza statistica non è ancora stata completamente differenziata da quella del'ipercolesterolemia (colesterolo alto), alla quale spesso (ma non necessariamente) si accompagna. In definitiva, l'ipertrigliceridemia è una dislipidemia che favorisce l'evento di cardiopatia ischemica acuta.

La terapia farmacologica per i trigliceridi alti (fibrati, gemfibrozil) diminuisce significativamente il rischio di eventi infausti, a conferma di quanto lascia intuire la suddetta correlazione statistica tra eventi cardio-ischemici e trigliceridi alti.

Cause di trigliceridi alti

Tra le cause d'insorgenza dell'ipertrigliceridemia, si distinguono quelle primarie e quelle secondarie.
L'ipertligliceridemia primaria o familiare (tipo IV e V) è una patologia primitiva, trasmessa geneticamente, di tipo autosomico dominante; è frequentemente associata ad obesità e ridotta tolleranza al glucosio, che contribuiscono all'aumento del rischio coronarico e di pancreatite acuta. 
Al contrario, l'aumento secondario dei trigliceridi nel sangue, INDIPENDENTE dal patrimonio genetico, è determinato da uno o più fattori ambientali, comportamentali e di comorbilità associate:

  • -Abuso alimentare ed obesità: abuso di alcol, dieta sbilanciata (eccesso di carboidrati soprattutto semplici) e mal ripartita nei pasti (pasti troppo abbondanti)
  • -Diabete Mellito non adeguatamente curato
  • -Sindrome nefrosica
  • -Insufficienza renale
  • -Assunzione di farmaci corticosteroidi ed estrogeni

Dieta

I trigliceridi alti possono essere la conseguenza di condotte alimentari e stile di vita inappropriati; l'obesità è il frutto dell'abuso alimentare (talvolta correlato a disordini di natura psichica), generalmente esteso a tutti gli alimenti ipercalorici e alle bevande zuccherate o alcoliche, ed aggravato dall'insufficienza di attività fisica complessiva. E' possibile definire che l'abuso alimentare, nel complesso, favorisca lo squilibrio dei pasti (riducendone la frequenza a vantaggio dell'ipercaloricità), determinando una risposta metabolica inefficace, inefficiente o inappropriata.

L'eccesso calorico, soprattutto derivante dagli zuccheri, determina l'innalzamento eccessivo della glicemia sanguigna; questa iperglicemia, che di riflesso induce iperinsulinemia (eccesso di INSULINA), nel soggetto sedentario (e soprattutto nell'obeso e/o nell'insulino-resistente) favorisce la SCORRETTA metabolizzazione dei nutrienti, i quali (ad opera dell'effetto anabolico e lipogenico dell'insulina) subiscono inesorabilmente la conversione in acidi grassi;

Esistono anche nutrienti utili alla riduzione dei trigliceridi ematici; è il caso degli acidi grassi essenziali omega-3, ovvero l'acido alfa linolenico (18:3 ALA), l'acido eicosapentaenoico (20:5 EPA) e l'acido docosaesaenoico (22:6 DHA). Gli alimenti che li contengono sono soprattutto: pesce azzurro (aringa, sardina, sgombro, lanzardo, alaccia, aguglia, palamita, tonno, alice, salmone, "merluzzo" ecc.) ed oli vegetali o di pesce (olio di semi di lino, di soia, di noce, ribes nero, colza ecc; olio di fegato di merluzzo). 

Gli acidi grassi essenziali della famiglia omega3 sono fondamentali nel trattamento dietetico dei trigliceridi alti e nella riduzione delle complicanze e comorbilità associate.
Parallelamente, il difetto di fibra alimentare (soprattutto solubile) può aggravare la condizione dei trigliceridi alti nel sangue; essa è in grado di modulare l'assorbimento dei nutrienti favorendo l'attenuazione della curva glicemica e riducendo la lipogenesi; pertanto, garantire una quota di fibra pari a 30g al giorno rappresenta un ottimo accorgimento per la riduzione dei trigliceridi sanguigni.

 

In definitiva, le raccomandazioni per prevenire e curare i trigliceridi alti sono:

  • -Evitare il consumo o l'eccesso di alimenti dolci, bevande zuccherate e bevande alcoliche
  • -Evitare porzioni eccessive di alimenti a prevalenza glucidica: pasta, pane, riso, polenta, e tutti gli altri cereali con rispettivi derivati
  • -Frazionare le calorie giornaliere in almeno 5 pasti al dì, ed evitare di consumare porzioni generalmente troppo abbondanti
  • -Promuovere il consumo di alimenti contenenti acidi grassi essenziali della famiglia omega3, in particolare DHA ed EPA
  • -Promuovere il raggiungimento della quota di fibra alimentare (circa 30g/die)
  • -Promuovere l'esercizio fisico SOPRATTUTTO in corrispondenza del picco glicemico post-prandiale (passeggiata o pedalata dopo 120'-150' dal pasto).

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