Dieta ed Anemia

Pubblicato: 08-01-2014 : 512

Cause e sintomi dell'anemia: il ruolo della dieta

L'anemia è un'alterazione generica dei valori ematici di emoglobina (Hb) che si ripercuote sullo stato di salute generale del soggetto.

L'anemia si differenzia in base all'agente eziopatologico responsabile della sua comparsa; le forme anemiche che derivano dalla scorrettezza o insufficienza della dieta sono: l'anemia sideropenia (da carenza di ferro [Fe] nutrizionale) e l'anemia perniciosa, (da carenza vitaminica nutrizionale: acido folico e/o cobalamina - B12). Spesso, all'insufficienza alimentare si associano:

  • -la riduzione della capacità di assorbimento intestinale (patologie intestinali come celiachia, neoplasie, resezioni chirurgiche, steatorrea, diarrea cronica, retto colite ulcerosa, morbo di Crohn ecc.)
  • -l'alterazione della produzione di fattore intrinseco gastrico (responsabile dell'attivazione della cobalamina [B12] e senza il quale essa non viene assorbita nell'ileo terminale)
  • -l'insufficienza nutrizionale di viamina C (acido ascorbico - responsabile dell'incremento del potenziale d'assorbimento del ferro)
  • -l'abuso di farmaci anti infiammatori (come l'aspirina)
  • -l'ematuria (escrezione urinaria dell'ematocrito solitamente causata dall'insufficienza renale)
  • -emolisi (distruzione precoce e patologica dei globuli rossi)
  • -emorragie patologiche o fisiologiche (ad es. il ciclo mestruale - per questo motivo la popolazione femminile fertile è estremamente più soggetta ad anemia rispetto agli altri). 

I sintomi dell'anemia sono legati soprattutto all'astenia (stanchezza ed affaticabilità), difficoltà a concentrarsi, cefalea (mal di testa), vertigini (soprattutto nel passaggio dalla posizione distesa a quella eretta) e ragadi agli angoli della bocca (piccoli o grandi tagli). Ovviamente, la manifestazione sintomatologica dell'anemia può essere estremamente ampia e variegata, soprattutto se caratterizzata da una lunga storia patologica.

Quale dieta in presenza di anemia?

La dieta per l'anemia deve ottemperare in maniera soddisfacente ai fabbisogni nutrizionali soggettivi, con particolare riferimento all'apporto di ferro, acido folico e cobalamina.

Le raccomandazioni da seguire nella dieta per l'anemia sono diverse:

  1. 1.innanzitutto, si consiglia di raggiungere le razioni raccomandate di cui sopra (non è facile! Soprattutto per le gravide, le nutrici e per chi segue regimi alimentari come il veganismo, tutte categorie di soggetti alle quali vengono spesso prescritti specifici integratori).
  2. 2.in secondo luogo, è indispensabile verificare che l'apporto di ferro nella dieta sia coperto per circa 2/3 dalla sua forma ridotta, detta ferro ferroso (Fe++ o ferro eme, il quale si trova soprattutto negli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova) legato all'eme (gruppo funzionale dell'emoglobina). Al contrario, il ferro ferrico (Fe+++) derivante dagli alimenti di origine vegetale (radicchio verde, spinaci, rucola ecc.) dovrebbe costituire al massimo 1/3 del ferro totale, in quanto, essendo in forma ossidata, è scarsamente biodisponibile all'assorbimento intestinale. 
  3. 3.La dieta per l'anemia deve anche garantire l'apporto vitaminico essenziale di acido folico e cobalamina (indispensabili per la sintesi degli acidi nucleici cellulari, quindi anche dei globuli rossi). Le più generose fonti alimentari di acido folico sono i vegetali a foglia verde: spinaci, broccoli, asparagi, lattuga ecc., mentre la vitamina B12 abbonda nei prodotti di origine animale: carne, uova e pesce.
  4. 4.Di fondamentale importanza anche l'apporto di vitamina C, che reagisce chimicamente assieme al ferro. Nel lume intestinale, l'acido ascorbico interviene preservando la forma ridotta del ferro ferroso e tende a convertire (quindi a ridurre) lo ione ferrico in ferroso, potenziandone la biodisponibilità all'assorbimento intestinale. Inoltre, ne favorisce il trasferimento dalla transferrina plasmatica (proteina di trasporto del ferro nel sangue) a quella tissutale ed aumenta la biodisponibilità cellulare aumentando la stabilità del legame stesso. L'aggiunta di limone ad una bistecca di carne rossa si rivela quindi ideale per garantire l'assorbimento e la biodisponibilità del ferro nella dieta dell'anemico.
  5. 5.Nella dieta per l'anemia si consiglia anche di non introdurre nello stesso pasto alimenti che contengono elevate quantità di calcio, di fosforo e di ferro, in quanto questi ioni entrano facilmente in competizione per l'assorbimento intestinale (generalmente a favore del fosforo e del calcio). Nell'alimentazione dell'anemico, quindi, si sconsiglia l'abbinamento di carne e formaggi o altri latticini all'interno dello stesso pasto.
  6. 6.Inoltre, sarebbe opportuno limitare il consumo di alimenti ad alto contenuto di fitati (ad esempio tè nero) ed ossalati (ad esempio il rabarbaro); queste molecole, a causa della loro funzione chelante, vincolano il ferro, riducendone la captazione da parte degli enterociti.

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