Sostanze pericolose negli alimenti: il rapporto europeo per la sicurezza

Pubblicato: 25-02-2015 : 436

Ci potrebbero essere sostanze pericolose negli alimenti: lo ha messo in evidenza il Rasff, il sistema di allerta europeo per la sicurezza alimentare, che ha elaborato un documento sui cibi a rischio. Proprio da questo rapporto si scopre che l’Italia è il Paese europeo con più segnalazioni, per evitare che alimenti dannosi possano entrare nei circuiti commerciali. Il sistema di allerta europeo dà la possibilità di ritirare prodotti che potrebbero rivelarsi pericolosi per la salute attraverso la condivisione di informazioni. I rischi sono rappresentati soprattutto da altri Paesi, al di fuori dell’Unione Europea, che tentano di esportare cibi poco sicuri nel vecchio continente.

Gli alimenti a maggior rischio sono la frutta, la verdura e il pesce, che tendono a deperire più velocemente e proprio su di essi le autorità sanitarie si concentrano in maniera particolare. In Italia molte le segnalazioni e tante riguardano i respingimenti che vengono fatti direttamente alla frontiera e che si riferiscono ad alimenti che non sono mai entrati nel circuito commerciale.

I cibi, per i quali si è proclamata l’allerta, vengono da Paesi come la Cina, la Turchia e l’India. Il primo Paese europeo, nei confronti del quale si indicano prodotti sospetti, è la Spagna.

Ma perché alcuni cibi vengono considerati pericolosi? Durante i controlli sul cibo in Europa si è riscontrata la salmonella e poi sono stati trovati altri due batteri ricorrenti: Escherichia Coli e Listeria. A livello chimico, fitofarmaci, micotossine e metalli pesanti, come mercurio, piombo, cadmio, zinco e rame, trovati in concentrazioni preoccupanti soprattutto nel pesce.

Salmonella: sintomi, contagio e conseguenze

I sintomi

sintomi della salmonella sono costituiti soprattutto dal mal di pancia, dai crampi addominali, dalla nausea, dal vomito, dalmal di testa e dalla diarrea. Le persone infettate possono avere anche la febbre. Di solito le principali manifestazioni sintomatologiche compaiono entro 3 giorni dal contagio e possono scomparire anche senza terapia nel giro di qualche giorno. E’ bene comunque consultare sempre il medico, perché i sintomi della salmonellosi sono comuni a molte altre malattie, quindi è necessario procedere all’analisi di un campione di feci, per arrivare ad una diagnosi più esatta.

Il contagio

Il contagio della salmonella avviene per via oro-fecale. Può essere determinato dall’ingestione di alimenti contaminati oppure la trasmissione può avvenire per contatto con oggetti o animali portatori di questi batteri. Generalmente il cibo contaminatonon presenta alterazioni nelle sue caratteristiche e il contagio può avvenire o nel momento in cui gli alimenti vengono prodotti oppure attraverso una manipolazione non corretta dei cibi stessi a casa.

cibi più a rischio di essere contagiati dalla salmonella sono le uova crude, il latte non bollito, la carne e i derivati, le salse, alcuni preparati per dolci, come le creme. Anche frutta e verdura, come le angurie, i pomodori, i germogli, l’insalata, possono subire un contagio durante il taglio, se gli utensili o le superfici costituiscono un veicolo dell’infezione.

Le conseguenze

Ci sono dei ceppi di batteri di salmonella resistenti agli antibiotici. Mentre i sintomi generali possono scomparire nel giro di qualche giorno anche attraverso una cura antibiotica, nel caso di particolari resistenze si deve prestare molta attenzione, perché possono sorgere delle complicanze. Una di queste è la gastroenterite, se il batterio si localizza soprattutto nel tubo digerente.

Nei casi più gravi possono sorgere anche manifestazioni che vanno al di là dell’intestino, come polmonite, meningite, osteomielite, endocardite. La mortalità per salmonellosi è molto bassa. Sono più a rischio sicuramente i bambini molto piccoli, gli anziani e i soggetti debilitati, perché affetti da altre malattie, come l’aids.


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